Si fa presto a dire vaccino – V

1. Primi passi
2. La variolazione arriva in Europa
3. Nasce l’immunologia moderna
4. Rischi e benefici
5. Immunizzazione: una pratica medica particolare
6. Immunizzazione e misure igienico-sanitarie
7. Cinque fattori chiave

Nota: Puoi trovare l’intera serie di questi articoli raccolti in un unico file scaricabile nella pagina Free eBooks.

Immunizzazione: una pratica medica particolare

A complicare ulteriormente le cose si aggiunge un altro elemento importante.

Fin dai tempi della variolazione – diretta antenata della vaccinazione – la pratica dell’immunizzazione si è mostrata molto diversa dalle altre pratiche mediche. Essa, infatti, non colpisce direttamente le malattie, come fanno ad esempio gli antibiotici; sfrutta invece la naturale capacità di difesa dell’organismo. L’immunizzazione è stata infatti definita, da qualcuno di cui si sono perse le tracce, come «un trucco per far credere al nostro organismo di essere sotto attacco, spingendolo a reagire di conseguenza».

Vaccinazione

Per immunizzare (vaccinare) una persona occorre fare in modo che il suo sistema immunitario entri in contatto con qualcosa che somigli il più possibile al microrganismo che provoca la malattia, in modo che il sistema immunitario “impari” come reagire, senza incorrere nella malattia.

Quando un microrganismo entra in contatto con una persona immunizzata, non è con il vaccino – ormai scomparso da tempo – che deve fare i conti, bensì con le naturali difese della persona, appositamente “addestrate” a riconoscere e aggredire quel microrganismo in modo rapido ed efficiente.

Come già ricordato, le difese immunitarie non sono perfette né infallibili. Inoltre molti microrganismi hanno evoluto strategie anche raffinate per difendersi dal sistema immunitario. Quindi, affinché sia possibile ottenere un vaccino, è necessario anzitutto che il sistema immunitario sia naturalmente in grado di combattere il microrganismo all’origine della malattia. Non accade sempre, e questo non deve stupire: quella tra malattie e vittime è una vera e propria corsa agli armamenti (arm-race) evolutiva e come tutte le guerre, procede a fasi alterne; a volte si vince, a volte si perde.

L’HIV/AIDS è un esempio di guerra che le nostre difese naturali non stanno vincendo. Al momento non è noto nessun caso di guarigione spontanea; solo un numero molto ridotto di persone sembra in grado di tenere a bada il virus a tempo indeterminato, ma senza riuscire a sbarazzarsene definitivamente. Il nostro sistema immunitario non sembra quindi in grado di combattere efficacemente questa infezione. Se si aggiunge il fatto che HIV aggredisce direttamente proprio le cellule del sistema immunitario, non stupisce che sia così difficile ottenere un vaccino efficace(1).

Anche nel caso in cui il nostro sistema immunitario sia in grado di difendersi in modo efficace, molte cose possono andare storte. Qualcuno potrebbe ricevere una dose di vaccino difettosa, magari perché conservata male; altri potrebbero essersi in precedenza già ammalati di una malattia in qualche modo simile al vaccino: reagiranno quindi ad esso “bloccandolo” troppo in fretta, prima che esso abbia completato il suo lavoro (cross-reattività). Altri ancora potrebbero trovarsi, per svariate ragioni – malattie, cure mediche particolari, stress, età avanzata – con un sistema immunitario indebolito, magari solo temporaneamente. Queste persone potrebbero non reagire adeguatamente all’immunizzazione, rimanendo non protetti, oppure diventare nuovamente vulnerabili alla malattia, anche qualora una precedente immunizzazione fosse andata a buon fine. In altri casi ancora il vaccino stesso potrebbe non essere completamente efficace nell’immunizzare dalla malattia, magari perché il microrganismo stesso evolve troppo rapidamente, come nel caso dell’influenza.

Nella maggior parte dei casi le persone in cui l’immunizzazione non va a buon fine – quale che ne sia il motivo – non sono però completamente indifese. Spesso queste persone si ammalano in forma lieve, se non addirittura senza sintomi(2).

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(1) HIV non è particolarmente bravo a trasmettersi da una persona all’altra. Un vaccino anche solo parzialmente efficace – in grado cioè di rendere le persone sane un po’ più resistenti all’infezione, oppure le persone malate un po’ meno contagiose – potrebbe essere in grado di spostare l’ago della bilancia verso un arretramento dell’epidemia, specialmente se abbinato alle normali misure di prevenzione dal contagio.
(2) Non sempre chi è contagiato da un microrganismo si ammala. È utile quindi distinguere tra contaminazione, quando il microrganismo si trova su una persona, un animale o un oggetto, ma non si riproduce su di esso, limitandosi a farsi trasportare passivamente; infezione, quando il microrganismo comincia a riprodursi sull’uomo o animale che ha contaminato; e malattia, quando il microrganismo, riproducendosi, danneggia l’uomo o l’animale che ha infettato, provocando effetti concreti sulla sua salute.

Informazioni su WorldsOutsideReality

«Hold faithfulness and sincerity as first principles. Have no friends not equal to yourself. When you feel you have faults, do not hesitate to correct yourself.» (Confucius; Analects, 9.25)

Pubblicato il 1 aprile 2013, in Parlando di scienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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