Sei libero di dire Sì

Siringa incognitaÈ di poche ore fa l’ennesimo comunicato del Dott. Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation, nonché mente del Metodo Stamina. Lo sfogo – affidato come di consueto a uno status di Facebook – a una lettura superficiale appare scientificamente ben fondato, e offre perciò l’occasione per alcune riflessioni importanti.

Tra le altre cose, Andolina se la prende con coloro che hanno rilevato una discrepanza tra il numero di cellule staminali dichiarate e quelle effettivamente presenti nel materiale da iniettare ai pazienti. Tralasciando il nonsense logaritmico – irrilevante per la questione – secondo il medico di Stamina, una differenza di un fattore due sarebbe insignificante, mentre diverrebbe importante una differenza di un fattore dieci (o più grande). Tradotto in termini più comprensibili – sempre secondo Andolina – somministrare una quantità di cellule compresa tra la metà e il doppio (fattore due) di quella “prestabilita” non farebbe differenza. I problemi ci sarebbero solo scendendo al disotto di un decimo o andando al di sopra di dieci volte la dose di riferimento (fattore dieci).

Status di AndolinaLa questione sollevata dal medico di Stamina Foundation, cioè quella del dosaggio, non è triviale. Uno degli elementi chiave nella valutazione dell’utilizzabilità di un potenziale farmaco è infatti la risposta a due domande fondamentali:

1) Qual’è la dose minima al di sotto della quale non ho effetti benefici degni di nota?

2) Qual’è la dose massima, al di sopra della quale compaiono effetti negativi non trascurabili, senza che vi siano incrementi utili negli effetti benefici?

Il rapporto tra questi due dosaggi “minimo” e “massimo”, è quello che i farmacologi chiamano maneggevolezza del farmaco, ed è un fattore chiave. Contrariamente a quanto sembra sottintendere Andolina, non esiste una risposta generica a queste domande, un valore buono per ogni occasione. Ogni farmaco ha i suoi dosaggi massimi e minimi, che devono essere indagati opportunamente, caso per caso.

Un esempio chiarirà meglio il concetto. Partiamo da un farmaco il cui principio attivo ha un nome strettamente chimico: l’ N-Acetilcisteina. Dietro questo nome astruso si nasconde un comune sciroppo per la gola. Questo farmaco ha una maneggevolezza enorme. Fatti salvi rarissimi casi di suscettibilità personale – sempre dietro l’angolo con ogni farmaco – potete scolarvi d’un fiato l’intero flacone senza rischiare molto più di qualche ora di intimità con la tazza del wc. A causa degli eccipienti, per di più. Con gli anestetici, invece, è tutto un altro paio di maniche. Con alcuni di essi, se esageraste anche solo di quel fattore due che Andolina indica come insignificante, difficilmente lo raccontereste agli amici.

Torniamo quindi alle cellule che Stamina inietta nella spina dorsale dei suoi pazienti. Quanto sono “maneggevoli” queste cellule? Il Dott. Andolina sostiene che esista un margine di sicurezza pari a un fattore dieci. Su che base lo afferma? Non lo sappiamo, perché Stamina non ha mai pubblicato nulla. Avranno fatto dei test sugli animali? Probabilmente no, visto che Vannoni, in uno dei suoi tanti comunicati affidati a FaceBook, si è permesso di definire Yamanaka e gli altri esperti mondiali di staminali come gente che «finora ha solo torturato animali in laboratorio». Considerata la disinvoltura con cui Andolina liquida il problema del dosaggio, unita all’insistenza con cui parla di “trapianto” riferendosi alle staminali, viene da pensare che non abbia fatto nessun genere di verifica in questo senso; che non si sia neppure posto la domanda. Parrebbe proprio che quel fattore dieci, sia stato tirato fuori sul momento, senza nessuna base concreta, solo perché gli faceva comodo così.

Discorso analogo si potrebbe fare per la possibilità di reazioni di rigetto. Su che base Andolina afferma che nessuna delle cellule staminali che inietta – che sono invece state trattate in qualche modo e in certa misura già differenziate – non comincino a produrre delle proteine in grado di innescare una reazione di rigetto? Non lo sappiamo, perché Stamina non ha mai pubblicato nulla.

Ancora, su quale base il Dott. Andolina afferma che le cellule staminali, trattate col metodo Stamina, non possono dare origine a tumori? Possibilità ben documentata per le staminali, che Andolina non perde occasione di rinfacciare a tutti gli altri ricercatori che nel mondo se ne occupano.

Andolina e tumori da staminaliPerché quelle degli altri sì, e le sue no? Su che base lo afferma? Di nuovo, non lo sappiamo, perché Stamina non ha mai pubblicato nulla.

Il sospetto che di verifiche non ne abbiano mai fatte è forte. Se le avessero fatte, perché non tirarle fuori?

Queste considerazioni ci fanno però capire un’altra cosa fondamentale: contrariamente a quanto affermano ossessivamente Andolina e Vannoni, le cellule staminali presentano le stesse incognite – dosaggio, efficacia, effetti collaterali ecc. – di qualunque altro farmaco. Per questo le norme internazionali prevedono che tutte le potenziali terapie con staminali si sottomettano alle stesse stringenti regole richieste ai farmaci. Se non lo facessero, molti gravi rischi ricadrebbero direttamente sui pazienti.

Ora facciamo un passo in dietro, e mettiamoci nei panni della commissione che avrebbe dovuto far partire la sperimentazione ufficiale del Metodo Stamina. In assenza di indicazioni attendibili sui potenziali rischi e sui potenziali benefici, su quali basi avrebbero potuto scegliere i pazienti da includere nella sperimentazione? E quelli da lasciare fuori? In altre parole, con che faccia lo staff di Stamina si presenta a un malato grave, dicendogli, nella sostanza: «vogliamo iniettarti nella colonna vertebrale una quantità imprecisata di cellule che potrebbero essere staminali o anche no. Non sappiamo se ti faranno bene oppure no. Non sappiamo se ti faranno male oppure no. Però vogliamo farlo lo stesso. Ci stai?»

Ora, ognuno è libero di rispondere come crede, purché lo faccia per sé stesso, e non per qualcun altro, fosse anche suo figlio. Soprattutto, purché si renda conto che il Metodo Stamina, al momento, è solo un grande, gigantesco, brodignagiano punto di domanda (a essere buoni), da ogni angolo lo si guardi.

E se Vannoni, o chi per esso, racconta ai potenziali pazienti qualcosa di diverso da ciò, allora potrebbe trattarsi di una vera e propria frode. Sapevatelo.

§


Aggiornamento 23 Sett 2013:

Risposta AndolinaMi hanno appena fatto sapere che il Dottor Andolina ha risposto a questo mio post (riportato per intero sulla pagina FaceBook di Giulio Golia). La sua risposta è sostanzialmente la ripetizione degli stessi identici concetti già espressi precedentemente, senza l’aggiunta di nessun riferimento concreto, perché Stamina non ha mai pubblicato niente. Sempre e solo parole, nessun dato concreto. Insomma, una non-risposta.

Giusto per essere un po’ più concreti: il fatto che le staminali adulte non possano provocare tumore (come sostiene Andolina) è semplicemente un mito. Le cellule staminali adulte sono meno pericolose di altre, ma ben lontane dall’essere completamente sicure. Inoltre, nulla sappiamo sulla pericolosità delle cellule dopo che sono state trattate con il Protocollo Stamina, perché Stamina non ha mai pubblicato niente (mi sembra di averla già detta questa cosa). Che diamine, «Un po’ di cultura prima di [curare le persone] non puó che far bene» [cit.]

Dati i presupposti, per quel che mi riguarda, fino a quando non compariranno dati concreti da valutare, questa “conversazione a distanza” nasce e muore qui.

Unica consolazione: pare che il Dottor Andolina non abbia nessuna intenzione di considerarmi “collega”. Può stare tranquillo, non ho intenzione di farlo neppure io.

Stamina, il rapporto choc
Su 56 infusioni effettuate, solo in 7 casi i dosaggi previsti corrispondevano a quelli realmente infusi. Negli altri casi la discrepanza varia tra circa la metà a più del doppio della dose prevista. […] non è descritto alcun razionale in base al quale è stata stabilita la dose da somministrare, né sono state definite la dose minima efficace, la dose ottimale e la dose massima somministrabile. Dosi che, come abbiamo visto, non venivano comunque rispettate in sede di infusione.

Staminali. Pubblicati i primi dati sui trattamenti contro atrofia muscolare spinale
Uno dei cinque pazienti che ha partecipato allo studio, arruolato all’eta’ di 13 mesi, e’ morto per insufficienza respiratoria all’eta’ di 18 mesi, un mese dopo la seconda iniezione’, scrivono gli autori della pubblicazione. ‘La famiglia di un altro paziente ha chiesto di bloccare il trattamento dopo la quinta iniezione, all’eta’ di otto mesi, ed e’ morto all’eta’ di 12 mesi per insufficienza respiratoria.
The real, but oft-ignored dangers of adult stem cell treatments
One of the most troubling myths often presented as concrete truth is the following: adult stem cells do not cause tumors. […] These adult stem cell propagandists, who have inherent conflicts of interest due to their hope of garnering 10s of thousands of dollars from potential patients, make blanket statements such as “embryonic stem cells cause cancer” or “adult stem cells are safe”. The complex, unfortunate reality is that any cell when given as a transplant has a potential risk to form a tumor and an additional risk to cause other side effects. Period. The risk is not zero. […] Tumors are not the only risks from transplants, even autologous adult stem cell transplants. Other risks include infection or catastrophic autoimmune response, which both can and have been fatal in real patients. Adult stem cell fans most often like to ignore these realities.

§


Solo una postilla: la pagina FaceBook I Fucking Love Science ha appena passato questo meme, che sembra proprio pensato apposta. Non ho saputo resistere dal postarlo qui, come chiosa.

Steven Novella - Assumptions in pseudoscience

§


La lezione di Stamina e quel che abbiamo imparato davvero
Dal tentativo di aggirare le norme a tutela dei malati al rischio di diventare un paese lassista per decreto legge. Dal ripudio del metodo scientifico all’uso promozionale della sofferenza. Le tante inquietanti letture del caso Stamina.
Stamina, gli Spedali Civili di Brescia: “Basta, è un inferno. Situazione impossibile”
Normalmente chi si assicura che un donatore sia compatibile?
“Il donatore viene scelto dai pazienti o dai genitori”.
Avete mai avuto infezioni o rigetti?
“Non sappiamo quel che avviene dopo le dimissioni”.
Il “metodo” Stamina e la prova dei fatti
E di elementi non limpidi la vicenda è piena. Se è conclamata la mancanza di un’ampia documentazione circa l’efficacia della terapia, la Procura di Torino ha raccolto informazioni su «62 vittime» di Stamina, nell’ambito di un’inchiesta che potrebbe portare presto a un rinvio a giudizio dello stesso Vannoni. Il caso più eclatante è quello raccontato alla Stampa dalla viva voce della «vittima 52»,
Stamina, truffe e medicina mediatica
un tipo di “medicina” che pretende di essere convalidata passando per il favore popolare, senza dimostrare o meno la propria efficacia per mezzo delle apposite sperimentazioni. Non conta quanto siano solide le basi scientifiche, conta solo il clamore mediartico che si riesce a generare. Ma il clamore mediatico non può fare magicamente in modo che una terapia truffaldina diventi efficace.
I nemici della ragione. Stamina e la “medicina mediatica”
Oggi parliamo di una seconda categoria che è strettamente intrecciata con la prima, in quanto essa dal complottismo trae la propria forza di propagazione e diffusione. Sto parlando di quella che definirei “medicina mediatica”, ossia quella medicina che pretende di ottenere la propria convalida scientifica e la conseguente autorizzazione da parte dei sistemi sanitari (locali e nazionali) non sulla base di evidenze di efficacia comprovate da test sperimentali ripetuti (base essenziale del metodo scientifico) bensì attraverso la “scorciatoia” della propaganda televisiva e della protesta di piazza.
Truffa staminali “Mio papà usato come una cavia”
Parla la figlia di un paziente morto di Parkinson: “Vannoni lo attirò con un video: guarirai così”
“Così Stamina mi ha rovinato la vita”
Una marea di denunce contro il metodo inventato da Davide Vannoni, bocciature nel mondo scientifico. Ecco il racconto del paziente che ha convinto la Procura a indagare: “Con loro ho rischiato
di morire”
“Io imbrogliata da Vannoni con le cellule staminali”
Quel che accade dopo è peggio: “La bimba ha cominciato a vomitare. Ho dovuto portarla al pronto soccorso del Regina Margherita, ma non ho detto delle staminali, non avevo il coraggio”. […] “Benefici? Sembrava ammalarsi meno, ma solo ora mi accorgo che ogni passo avanti lei l’ha fatto perché è cresciuta. Ogni progresso è un successo, ma solo per merito suo”.

Informazioni su WorldsOutsideReality

«Hold faithfulness and sincerity as first principles. Have no friends not equal to yourself. When you feel you have faults, do not hesitate to correct yourself.» (Confucius; Analects, 9.25)

Pubblicato il 21 settembre 2013, in Caso Stamina, Cattiva Medicina, Parlando di scienza con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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