Se invece le domande cominciamo a farle noi

Un certo modo di fare “informazione” ci ha abituati a una forma di pigrizia mentale davvero subdola. È quel tipo di “informazione” che non si limita a darci le risposte: il ”giornalista” si premura anche di indicarci quali sono le domande che dobbiamo porci!

Per fortuna, non tutti stanno al gioco, soprattutto quando questo gioco prevede che molte, troppe domande importanti vengano passate sotto silenzio, soffocate dal bailamme delle domande preconfezionate.

Ecco che un gruppo di professionisti dell’informazione (quella vera, senza le virgolette) ha pensato fosse il momento di mettere uno su zero (la versione digitale del nero su bianco) dieci domande importanti, rimaste “inevase” troppo a lungo, indirizzandole proprio a chi continua a fingere (sì, fingere) di informarci in modo corretto e completo. Otterremo finalmente qualche risposta?

Giulio Golia, autore dei numerosi servizi di Le Iene dedicati a Stamina. (fonte: wikia)

Giulio Golia, autore dei numerosi servizi di Le Iene dedicati a Stamina. (fonte: wikia)

Sperare è lecito…

Ecco le domande, preparate da:

Alice Pace (Wired)

Antonio Scalari (Valigiablu)

Emanuele Menietti (Cattivamaestra)

Letizia Gabaglio (Galileonet)

Marco Catteaneo (Le Scienze)

Salvo Di Grazia (MedBunker)

Silvia Bencivelli (Silviabencivelli)

1 – Perché voi delle Iene non spingete Davide Vannoni a rendere pubblico il metodo Stamina? Se è davvero così efficace, non pensa sia giusto dare la possibilità a tutti i medici e pazienti di adottarlo?

2 – Nei suoi servizi per Le Iene ci ha mostrato alcuni piccoli pazienti in cura con il metodo Stamina. Dopo otto mesi e quasi 20 puntate, perché non ha mai coinvolto le altre persone che Vannoni dice di aver curato negli ultimi anni, invitandole a mostrare i benefici del metodo stamina?

3 – Perché non ha mai sentito la necessità di dare voce anche a quei genitori che, sebbene colpiti dalla stessa sofferenza, non richiedono il trattamento Stamina e anzi sono critici sulla sua adozione?

4 – Nel primo servizio su Stamina lei dice che Vannoni prova a curare con le staminali casi disperati «con un metodo messo a punto dal suo gruppo di ricerca». Di quale gruppo di ricerca parla? Di quale metodo?

5 – La Sma1 non sarebbe rientrata nella sperimentazione nemmeno se il Comitato l’avesse autorizzata, perché lo stesso Vannoni l’ha esclusa, ritenendola troppo difficile da valutare in un anno e mezzo di studi clinici. Come mai continua a utilizzare i bambini colpiti da questa patologia come bandiera per la conquista delle cure compassionevoli?

6 – Perché non ha approfondito la notizia delle indagini condotte dalla procura di Torino su 12 persone, tra cui alcuni medici e lo stesso Vannoni, per ipotesi di reato di somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione a delinquere?

7 – Perché non ha mai interpellato nemmeno uno dei pazienti elencati nelle indagini della procura di Torino?

8 – Perché ha omesso ogni riferimento alle accuse di frode scientifica da parte della comunità scientifica a Vannoni, al dibattito attorno alle domande di brevetto e alle controversie che hanno portato a un ritardo nella consegna dei protocolli per la sperimentazione?

9 – In trasmissione lei fa riferimento alle cure compassionevoli, regolamentate dal Decreto Turco-Fazio. Perché non ha spiegato che il decreto prevede l’applicazione purché «siano disponibili dati scientifici, che ne giustifichino l’uso, pubblicati su accreditate riviste internazionali»?

10 – Se il metodo Stamina si dimostrasse inefficace, che cosa si sentirebbe di dire alle famiglie dei pazienti e all’opinione pubblica?

#Goliarispondi #OccupyLeIene #leiene


Aggiornamento

Ancora non sappiamo se Giulio Golia sia già al corrente delle domande che ha in sospeso, ma a quanto pare la macchina della retorica si è già messa in moto, con tutto l’armamentario che ci è già noto. Dall’attribuzione a Stamina di pubblicazioni non sue, e ben poco pertinenti, a presunte volontà di anonimato di persone che hanno invece già rilasciato interviste alla stampa (ma non hanno avuto l’onore delle prime pagine… ), passando per presunzioni di innocenza che giustificherebbero il silenzio sulle gravi vicende legali di Stamina, e per l’immancabile gomblottone (poteva mancare?) de “gliscienziati pregiudizievoli” talmente potenti da impedire a Stamina di rendere pubblico il suo metodo (sic!)… in che modo non è dato sapere, visto il massiccio favore mediatico di cui godono Vannoni e soci.
Trovo demenziale doverlo precisare, ma… No, caro Giulio Golia (o chi per esso), la paccottiglia retorica tenetevela per voi. Le domande sono precise. Vogliamo risposte precise.
Le premesse, però, non sono buone.


§

10 domande + 1 a Giulio Golia
Questa invece la nostra, rivolta sì a lui, ma un po’ anche a tutti noi:
Da un punto di vista scientifico la vicenda è oltremodo chiara: “no dati -> no autorizzazione”. Perché non siamo riusciti a comunicarvi questa semplice relazione? Perché non riusciamo a trasmettervi l’importanza di questa semplice regola che è l’unica arma che abbiamo per difenderci da venditori di olio di serpente e improvvisati guaritori? Chi ha i dati li mostri, chi non li ha (ancora) li ottenga. Poi avrà senso parlarne. O no?
10 domande su Stamina, #Goliarispondi
Oggi, dopo che il “metodo” si è dimostrato inconsistente, un gruppo di giornalisti scientifici e divulgatori ha deciso di rivolgere alcune domande a Giulio Golia, il giornalista delle Iene che ha portato questa vicenda sotto i riflettori e che è stato uno dei principali sostenitori di Vannoni e compagni, anche contro qualsiasi evidenza scientifica, anche al punto di manipolare un’intervista (raccontato qui e qui) pur di sostenerli.
10 domande per te, adesso #Goliarispondi
Un programma che fa (farebbe) giornalismo d’inchiesta cade impietosamente davanti a un caso in cui le zone d’ombra su cui far luce sono troppe per esser tralasciate. Invece Giulio Golia, l’autore dei servizi, preferisce dimenticarsi tutto questo e portare avanti una specie di campagna pubblicitaria pro Stamina fatta a suon di immagini di bambini sofferenti e genitori -comprensibilmente- disperati. Un vero e proprio manuale di come NON svolgere correttamente una professione importante quanto delicata come quella del giornalista.
10 domande a #LeIene su #Stamina – #GoliaRispondi #OccupyLeIene
Avrei voluto scriverne in modo più esteso perché questa vicenda è uno dei sintomi italiani del Cialtronevo che avanza. Fortunatamente abbiamo ancora un manipolo di buoni giornalisti, scienziati e divulgatori che ne ha parlato meglio di come avrei fatto io.
Nel mio piccolo quindi mi sento di rilanciare le 10 domande, proposte dai nostri di cui sopra (Silvia Bencivelli, MedBunker, Cattiva Maestra, Wired.it, Marco Cattaneo, Valigia Blu), a quelle Iene che in questa vicenda Vannoni hanno una responsabilità non marginale e che spero che prima o poi paghino le conseguenze delle loro azioni.
10 SEMPLICI DOMANDE ALLE IENE SU STAMINA
L’attenzione pubblica su Stamina era stata sollevata, nel febbraio scorso, dalla trasmissione televisiva Le Iene e da uno dei suoi conduttori, Giulio Golia, che da allora è tornato più volte sull’argomento. Oggi la stessa Silvia Bencivelli, insieme al direttore de Le Scienze Marco Cattaneo, Emanuele Menietti, Salvo Di Grazia, Alice Paci e Antonio Scalari pongono a Giulio Golia e alla redazione de Le Iene 10 domande.
10 domande per te, adesso #Goliarispondi
Anche io, che sto seguendo il percorso di studi per diventare divulgatore, mi unico al coro che pone le domande al signor Golia e che esige delle esaurienti risposte. A coloro che ritengono Le Iene un buon programma e credo nella buona fede di Golia, chiedo: se fosse in buona fede perché avrebbe manipolato delle interviste (qui e qui) per supportare la tesi secondo cui il metodo Stamina funziona?
A proposito di Stamina: dieci domande alle Iene
Per tutte queste ragioni, e perché ci sono ancora molti punti oscuri in tutta la vicenda, con un gruppo di blogger e giornalisti scientifici abbiamo avvertito il bisogno di porre alcune domande all’autore dei servizi e alla redazione della trasmissione (alla stesura di queste domande hanno contribuito Alice Pace, Silvia Bencivelli, Salvo Di Grazia, Emanuele Menietti, Antonio Scalari e il sottoscritto. Un grazie per i suggerimenti a Letizia Gabaglio.)

§

Informazioni su WorldsOutsideReality

«Hold faithfulness and sincerity as first principles. Have no friends not equal to yourself. When you feel you have faults, do not hesitate to correct yourself.» (Confucius; Analects, 9.25)

Pubblicato il 23 ottobre 2013, in Caso Stamina, Cattiva Medicina, Parlando di scienza con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. La faccio io una domanda:
    “Stamina” fondamentalmente lucra sotto forma di donazioni in uno dei mercati più redditizi del mondo: la disperazione. Ed è su questo mercato che tantissime industrie farmaceutiche fanno ricerca sperando un giorno di essere gli unici al mondo ad offrire una cura unica per qualche malattia rara “ma ad alto indice di lucrabilità”.Ora,a rigor di logica, sin dal principio Stamina ha fatto parlare di se,per i presunti successi,per la loro testardaggine e sopratutto per tutte le porte in faccia che si son visti sbattere…ma io dico…
    POSSIBILE CHE NESSUN COLOSSO FARMACEUTICO o Università con gli attributi,abbia mai provato a replicare o magari MIGLIORARE i risultati e i protocolli di Stamina? Quanto meno ad approfondire la cosa. Pare invece che in USA (maestri in materia di copia,migliora e lucra in ambito di ricerca,battuti ora dai Cinesi credo) nessuno se li sia degnati di striscio…BAH!
    Strano, bel punto USA parliamo di un mercato sanitario dove pagano tutto le assicurazioni anche MLN di dollari e in Cina ci sono solo 200MLN di persone con redditi sopra i 10MLN l’anno,anche loro con figli malati,o con malattie o con interessi economici a lucrarci…ma sopratutto nessuno con problemi di tasche per pagare anche cure costosissime.

    Mi piace

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