Tanto, sono spacciati, no?

Stamina Foundation sembra riprendere quota, grazie soprattutto alle sentenze emesse da alcuni giudici, che sembrano ritenere eticamente lecito condannare dei bambini malati a diventare inutili cavie dell’ennesima versione high-tech dell’olio di serpente. All’insegna del “tanto, sono spacciati”.

Quando si studia un nuovo farmaco, arriva inevitabilmente il momento in cui si deve dare una risposta ad alcune domande importanti.

Il farmaco riesce ad arrivare dove deve, in quantità sufficiente almeno a sperare in una sua azione benefica?

Il farmaco finirà anche dove non deve andare, magari facendo dei danni?

Per trovare la risposta a queste domande, e a tutte le altre ch’esse si portano dietro, ad oggi non esiste che un modo: provare. Proprio nel senso di dare il potenziale farmaco a un organismo intero e funzionante (cioè vivo) e vedere cosa succede.

Questa situazione comporta delle scelte etiche non sempre facili. È moralmente accettabile iniettare qualcosa ad una persona malata, senza avere la più pallida idea di quanto di ciò che iniettiamo raggiungerà davvero il luogo in cui ci aspettiamo che arrivi? Senza sapere se andrà a finire anche dove non deve, magari facendo danni? Aggiungete che in una persona malata molto spesso è difficile capire dove finisce il normale corso della malattia e dove cominciano gli effetti del presunto farmaco, e dovrebbe essere chiaro che la sperimentazione diretta sul malato è, ad esser buoni, un salto nel buio.

Non per niente nel corso della storia la sperimentazione diretta ha portato alla diffusione di pratiche a dir poco abominevoli: dalle trapanazioni craniche per l’epilessia ai salassi per l’anemia, passando per vomito e clisteri per curare il colera (sic!). Pratiche tutte rigorosamente corredate da adeguato corteo di “miracolati” pronti a giurare e spergiurare di essere guariti grazie alle cure.

Sarebbe più corretto dire nonostante le cure.

È proprio su questo punto che i giudici (e anche, purtroppo, alcuni medici e paramedici) che ancora appoggiano il fantomatico Metodo Stamina hanno preso l’abbaglio più grande, hanno commesso l’errore più catastrofico. Per quanto ci è dato sapere, ad oggi non esiste nessuna ragione razionale per attribuire proprio all’Intruglio Stamina i miglioramenti che hanno convinto alcuni giudici addirittura ad obbligare alla somministrazione di una terapia segreta1.

Per quel quasi nulla che è noto ad oggi, potremmo con la stessa tranquillità affermare che l’Intruglio Stamina è invece il responsabile proprio di quei rapidi aggravamenti che alcuni genitori hanno denunciato per ottenere la prosecuzione delle infusioni2.

Per fortuna oggi abbiamo a disposizione molti strumenti per colmare almeno in parte il salto nel buio della sperimentazione diretta sull’uomo; per riempire l’enorme vuoto che separa il tavolo da laboratorio dallo scaffale della farmacia. Abbiamo cioè a disposizione diversi strumenti per trovare le risposte alle domande di cui sopra, e alle molte altre che le accompagnano.

Il più importante di questi strumenti è sicuramente la zoopiria (sperimentazione animale) che, pur con i suoi inevitabili margini d’incertezza, fornisce informazioni fondamentali per colmare l’abisso di ignoranza che separa la manciata di cellule dentro una provetta dalla complessità di una persona malata.

Purtroppo però, nonostante i progressi fatti nel campo della medicina basata sull’evidenza (evidence-based medicine), i nostalgici della sperimentazione diretta continuano ad esistere, e soprattutto a far sentire la loro presenza, con tutto il suo inquietante carico di moralità distorta.

A volte li incontriamo sulle pagine di giornali e blog, altre volte invece siedono sulle poltrone della pubblica amministrazione, o addirittura nelle aule dei tribunali. Dove arrivano ad emettere sentenze abominevoli, capaci di gettare dei bambini malati nel tritacarne della cialtroneria targata ignoto.

§

1. Sì, nonostante qualcuno, più avvezzo alla vuota retorica che alla concretezza della scienza, cerchi di sostenere il contrario, si tratta di una terapia segreta. I dati finora forniti da Stamina Foundation non sono neppure lontanamente sufficienti ad affermare che quel “qualcosa” contenuto nell’Intruglio Stamina siano davvero delle cellule staminali, che siano in grado di muoversi autonomamente verso tessuti danneggiati, e che siano capaci di trasformarsi in neuroni perfettamente funzionanti. È Stamina Foundation a dover fornire per prima queste prove, ed è come minimo delirante la pretesa di Vannoni che siano “gli altri” (gli altri chi?) a dimostrare che non avviene un qualcosa che, ad oggi, nessuno ha mai visto accadere.

2. Ho già parlato di questo problema in Sei più intelligente di così!.

§

Informazioni su WorldsOutsideReality

«Hold faithfulness and sincerity as first principles. Have no friends not equal to yourself. When you feel you have faults, do not hesitate to correct yourself.» (Confucius; Analects, 9.25)

Pubblicato il 27 luglio 2014, in Caso Stamina, Cattiva Medicina, Parlando di scienza, Zoopiria (sperimentazione animale) con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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