Sei diverso? Allora sei inutile. Parola di LAV.

Finalmente era lì, davanti a lui. Aveva risparmiato una vita per poterselo permettere, centesimo dopo centesimo, privandosi di tante piccole, grandi cose. Aveva sognando quel giorno per così tanto tempo che ora non era davvero sicuro di essere sveglio.

Adesso, Lui, era lì. Il grigioazurro della carrozzeria rifletteva, deformandole, le ampie vetrate del concessionario. Le ruote, tanto nere e lucide da sembrare finte, dipingevano una tenue ombra sul bianco pavimento del salone.

La portiera si aprì docilmente al suo tocco, silenziosa, e l’odore di nuovo degli interni gli riempì le narici.

Tutto questo, ora, era suo.

Il responsabile del concesionario gli sorrise, porgendogli le chiavi.

– Tutte le pratiche sono a posto. Può portarlo via anche subito.

Prese le chiavi. Certo che lo voleva portare via subito. Non vedeva l’ora di provarlo.

– Solo un’ultima cosa. – lo interruppe l’uomo del concessionario – Lei, su che auto ha fatto l’esame di guida?

Si girò a guardare la persona che gli aveva consegnato le chiavi. Lì per lì non lo ricordava, era stato molti anni fa. Poi, la memoria di quei giorni passati da tempo riaffiorò.

– Era una vecchia utilitaria. Sì, mi ricordo che aveva la trazione posteriore e il cambio, a quattro marce, non era neppure sincronizzato. Dovevo fare la doppietta per cambiare marcia. Perché me lo chiede?

– Allora no! – rispose l’uomo, che con un rapido gesto si riprese le chiavi, lasciandolo letteralmente a bocca aperta, il braccio ancora disteso in avanti a sostenere delle chiavi che un attimo prima erano nella sua mano e che ora non c’erano più – Il risultato del suo esame di guida non è trasferibile ad un pick-up a sei marce, più le ridotte, con trazione integrale. Le due macchine sono diverse, il suo esame di guida è inutile. Quella vecchia utilitaria non è un modello attendibile di un pick-up. Se voleva guidarne uno avrebbe dovuto sostenere l’esame con un’auto uguale a questa!

Assurdo, vero? Certo che sì.

Eppure, nel mondo di fantasia in cui personaggi come gli alti prelati di stopvivisection, LAV, iCare e compagnia briscola vorrebbero che tutti noi vivessimo, le cose dovrebbero andare esattamente in questo modo.

La campagna mediatica di stopvivisection – per intenderci, sono quel manipolo di individui che vorrebbero che l’Unione Europea vietasse una buona fetta della ricerca biomedica sull’intero continente – non sembra essersi fermata, non del tutto almeno. Dopo avere raccolto le firme necessarie ad essere ascoltati dalla Commissione Europea, gli spot radiofonici continuano, ed è lecito chiedersi il motivo di tale costoso accanimento mediatico.

Lo spot che continua a circolare su alcune emittenti radiofoniche insiste sul cavallo di battaglia della religione animalista, sul suo dogma ormai pluridecennale. Facendo leva su un’interpretazione letterale, ma sbagliata, dell’espressione “modello animale”, gli alti prelati dell’animalismo continuano a sostenere che, siccome gli animali sono diversi dall’uomo, allora fare esperimenti su animali è completamente inutile.

Il che non è diverso, nella sostanza, da quanto sostenuto dallo zelante venditore di automobili del siparietto d’apertura di questo post.

Ciò che i prelati dell’animalismo fingono di non sapere è che diverso e inutile non sono sinonimi.

Anche se avete imparato a guidare su una vecchia utilitaria, in poche ore sarete ragionevolmente a vostro agio su un moderno veicolo di grosse dimensioni, con cambio automatico, trazione integrale, ABS e accessori vari. Vi basterà infatti prendere confidenza con le differenze tra i due mezzi. Ciò che avete imparato guidando la vecchia utilitaria vi permette di farlo in poco tempo.

Analogamente, se state mettendo a punto una Presunta Nuova Terapia (PNT) – chirurgica o farmacologica che sia – sperimentata su animali, vi sarà sufficiente fare le correzioni necessarie a tenere conto delle differenze tra gli animali usati per gli esperimenti e l’uomo. Se invece non avete mai provato nulla della vostra PNT, nemmeno su un topolino, vi ritroverete a brancolare nel buio più totale.

È vero che i risultati sperimentali ottenuti da un topo non possono e non devono essere trasferiti così, a piè pari, all’uomo; ma è altrettanto vero che senza i risultati sul topo non avreste nemmeno una vaga idea di ciò che potrebbe accadere alle prime persone che proveranno la vostra PNT. Sarebbero delle vere e proprie cavie umane.

È vero che a volte i risultati sull’uomo possono essere molto diversi da quelli sull’animale; ma è anche vero che senza il confronto con i risultati ottenuti su animali diversi dall’uomo, non sapreste nemmeno in che direzione guardare per capire se e come è possibile evitare o limitare gli effetti inattesi della vostra PNT.

Insomma, la questione è sempre la stessa: diverso e inutile non sono sinonimi. Al contrario, nello sterminato oceano degli spaventiliardi di differenti reazioni chimiche che avvengono ogni minuto in un organismo vivente, solo il confronto tra ciò che accade in specie diverse può indirizzare i ricercatori verso quei dettagli biochimici che sono importanti per ogni particolare PNT.

Insomma, sostenere che siccome gli animali sono diversi, allora i risultati sperimentali ottenuti con essi sono carta straccia, è una fesseria colossale.

Negative DataIndipendentemente dal fatto che il risultato di un esperimento condotto su un topo sia uguale o diverso dal risultato dello stesso esperimento condotto sull’uomo, quel risultato sperimentale rimane comunque un risultato, un fatto incontrovertibile, un punto fermo cui fare affidamento.

Su questi risultati i ricercatori costruiranno la conoscenza dei dettagli fini del funzionamento degli organismi viventi.

Senza questa conoscenza – nella complessità delle somiglianze e delle differenze tra le diverse specie – sarebbe impossibile anche solo immaginare una qualsiasi PNT.

La religione animalista ha però un bisogno disperato della colossale fesseria dell’equivalenza tra diverso e inutile. Se infatti all’animalismo dovesse venire a mancare questo pilastro dogmatico, tanti auguri a convincere la gente che il benessere di un topolino è più importante della vita di centinaia di persone malate.

Ecco spiegato tanto costoso accanimento mediatico nel sostenere che lo zoopirismo sia un errore.

La prossima volta che sentite questa idiozia, ricordatevi del troppo zelante venditore di automobili di cui sopra.

§

Monumento alle cavie da laboratorio presso l’Institute of Cytology and Genetics di Novosibirsk, Russia. Se oggi conosciamo i dettagli molecolari del funzionamento del DNA e di tutto ciò che gli ruota intorno, lo dobbiamo agli esperimenti fatti sui topi. È quindi grazie alla zoopiria che oggi possiamo anche solo concepire l’idea di una medicina personalizzata, basata sulla genetica dei singoli individui. Idea con la quale gli animalisti molto spesso amano riempirsi la bocca a sproposito. Immagine: http://imgur.com/gallery/lFKK0xS

Monumento alle cavie da laboratorio presso l’Institute of Cytology and Genetics di Novosibirsk, Russia.
Se oggi conosciamo i dettagli molecolari del funzionamento del DNA e di tutto ciò che gli ruota intorno, lo dobbiamo agli esperimenti fatti sui topi. È quindi grazie alla zoopiria che oggi possiamo anche solo concepire l’idea di una medicina personalizzata, basata sulla genetica dei singoli individui. Idea con la quale gli animalisti molto spesso amano riempirsi la bocca a sproposito.
Immagine: http://imgur.com/gallery/lFKK0xS

Informazioni su WorldsOutsideReality

«Hold faithfulness and sincerity as first principles. Have no friends not equal to yourself. When you feel you have faults, do not hesitate to correct yourself.» (Confucius; Analects, 9.25)

Pubblicato il 7 ottobre 2014, in Parlando di scienza, Zoopiria (sperimentazione animale) con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. L’ha ribloggato su laVoceIdealista.

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