Diserbare l’ignoranza

Superinfestanti. Piante che resistono ai diserbanti, allo sradicamento e anche al pirodiserbo. Un fenomeno che mi ha affascinato fin dalla prima volta che l’ho conosciuto, un bel po’ di anni fa, da prima degli gli OGM insomma. Così questa storia l’ho seguita nella sua evoluzione; parola decisamente pertinente, visto il caso.

Ho pensato di raccontarvela perché, anche se non è una di quelle cose che vi aiuterà a pagare le bollette, c’è in giro chi vorrebbe approfittare del fatto che avete altro da fare nella vita che preoccuparvi delle erbacce, e vuole vendervi una sua personale versione della vicenda. Tutto per convincervi a fare cose, in particolare quando vi trovate in una cabina elettorale.

Così, insomma, vi tocca. Anche se magari non avete neppure un vaso di basilico sul balcone. Altrimenti qualcuno vi prenderà in giro e vi farà fare cose stupide, e le cose stupide state pur certi che presto o tardi vi troverete a pagarle, in un modo o in un altro. Voi, non chi ve l’ha fatta fare.

La storia delle superinfestanti è lunga, comincia con l’agricoltura stessa, ma per fortuna si riassume in breve.

Un appezzamento dissodato, concimato e innafiato è una ghiottoneria non solo per le piante che interessano a noi bipedi glabri. Tante altre specie non vedono l’ora di mettervi radici; una bella cosa per la biodiversità, un po’ meno per gli agricoltori, che chiamano queste specie infestanti, perché si portano via spazio, luce e sostanze nutrienti.

Alcune di queste infestanti hanno addirittura radici così profonde che è praticamente impossibile sradicarle (ci tenevo a precisarlo anche perché c’è chi è convinto che il diserbo fatto a mano sia addirittura un buon modo di aumentare l’occupazione). Insomma, una bella seccatura. Anche per questo si ricorre ai diserbanti. Solo che, così come ci sono batteri che imparano a resistere agli antibiotici, ci sono anche infestanti che imparano a resistere ai diserbanti. Soprattutto: così come, usando male gli antibiotici, si rischia di ritrovarsi con batteri multi-resistenti, usando male i diserbanti ci si ritrova con infestanti che resistono a più diserbanti.

Se poi ad essere resistenti sono proprio quelle specie che hanno un apparato radicale robusto e profondo, vi ritroverete nel vostro campo delle erbacce che non muoiono coi diserbanti, e che se le falciate, sradicate o bruciate, loro, cocciutamente, rispuntano. A Darwin non la si fa. La biodiversità del campo ci guadagna di sicuro (ci tengo a ribadirlo, perché c’è gente che blatera di catastrofi ecologiche… ), ma per l’agricoltore le super-infestanti sono una super-seccatura.

Pirodiserbo (flame-weeding). Una pratica consentita anche in agricoltura biologica. Perché la biodiversità è importante.

Pirodiserbo (flame-weeding). Una pratica consentita anche in agricoltura biologica.
Perché la biodiversità è importante.

Quella contro Darwin sembra una battaglia persa in partenza, ma non è esattamente così. Si tratta in realtà di quella che gli ecologi chiamano corsa agli armamenti, o corsa della regina rossa (con riferimento al romanzo di Lewis Carroll). È vero che non ci si potrà mai sbarazzare definitivamente delle infestanti, però questo non significa necessariamente che la guerra è persa.

Il “trucco“ sta nel trovare un punto di equilibrio accettabile, e correre abbastanza in fretta da rimanerci. Nella fattispece, significa ruotare le diverse tecniche di diserbo (e anche le colture!) in modo da costringere le infestanti in un circolo vizioso, una sorta di morra cinese. Quando l’infestante diventa sasso, si smette di giocare forbici e si gioca carta. Quando l’infestante diventa forbici, si passa al sasso, e così via. Tenendo le infestanti sempre ai margini, senza mai creare le condizioni per far loro evolvere le resistenze multiple.

Tutto molto bello in teoria, nella pratica bastano pochi agricoltori che si sentono più furbi degli altri, si siedono sugli allori, e il danno è fatto; perché poi le infestanti si diffondono anche nei campi dei vicini.

È a questo punto, con le super-infestanti che già si allargavano a macchia d’olio, che entrano in gioco alcuni OGM (che in EU non sono mai stati approvati). Si tratta di varietà resistenti a un particolare diserbante, il glifosato, che oltre ad essere molto meno tossico per l’uomo e per l’ambiente – rispetto alle alternative – poteva vantare la quasi (quasi!) inesistenza di infestanti resistenti ad esso.

Fin qui tutto bene: finalmente un’arma in più, molto promettente, per combattere le super-infestanti. Talmente promettente che alcuni (troppi) agricoltori hanno preferito “dimenticarsi” delle buone pratiche agricole di cui sopra (la rotazione delle colture e dei metodi di diserbo). Così, anche se ci sono voluti quasi vent’anni, oggi siamo più o meno da capo.

Vero è che sul mercato sono arrivati, o stanno per arrivare, altri tratti di resistenza ad altri diserbanti, con meccanismi d’azione diversi: una vera manna dal cielo, che consentirebbe agli agricoltori di ruotare con più facilità i diserbanti, favorendo quindi le buone pratiche agricole necessarie per tenere in scacco le super-infestanti.

Ma, c’è un ma.

Monsanto, forse nel tentativo di tagliare fuori la concorrenza, ha pensato bene di aggiungere ai suoi prodotti già resistenti al glifosato, anche la resistenza ad un altro diserbante, nuovo nuovo. Fin qui, tutto bene. Molto comodo per gli agricoltori, che possono così scegliere di anno in anno il diserbante più adatto, giusto? E invece no.

Perché Monsanto ha avuto la bella pensata di vendere i suoi prodotti, anziché con diserbante a scelta, direttamente con una miscela dei due diserbanti. Questa è una mossa molto stupida, perché si ricade nello stesso errore di sempre: fare la stessa cosa, anno dopo anno. In questo modo Darwin ci va a nozze.

È qui che, mentre il Ministero dell’Ambiente americano (EPA: Environment Protection Agency) cercava di capire come gestire il problema, entrava a gamba tesa un editoriale di Nature (A Growing Problem, 11 giugno 2014), il cui significato è davvero difficile da fraintendere.

A cominciare dal sottotitolo

«Without careful stewardship, genetically engineered crops will do little to stop the spread of herbicide-resistant weeds.»

[Senza una gestione accurata, le colture geneticamente modificate faranno poco per fermare la diffusione delle infestanti resistenti ai diserbanti]¹

ribadendo il punto centrale della questione, senza mezzi termini

«Crops resistant to multiple herbicides could be useful. But scientists are concerned that farmers will rely too heavily on the chemicals, and neglect other ways to combat the resistance threat.»

[Le colture resistenti a più diserbanti potrebbero essere utili. Ma gli scienziati sono preoccupati dalla possibilità che gli agricoltori si affidino troppo alla chimica, e dimentichino gli altri modi di combattere il pericolo delle resistenze.]

e infine sottolineando la necessità di uno specifico intervento da parte dell’EPA.

«[EPA] offers sensible precautions, but it could do much more. […] measures for herbicide-tolerant crops might require farmers to rotate crops or herbicides every few years — a familiar restriction, because many herbicides have limits on how often they can be used for environmental reasons.»

[L’EPA offre precauzioni sensate, ma potrebbe fare molto di più. […] norme per le colture resistenti agli erbicidi potrebbero richiedere che gli agricoltori ruotino le colture o gli erbicidi ogni qualche anno – una restrizione famigliare, perché molti diserbanti hanno dei limiti sulla frequenza con cui possono essere usati, per ragioni ecologiche.]

Tenete presente che Nature è una rivista inglese. Per lo standard britannico, quelle sono parole forti. Davvero difficili da fraintedere (eppure c’è chi ci è riuscito).

Staremo a vedere come si evolverà la situazione, visto che il problema delle infestanti c’è anche qui in Europa, dove di OGM resistenti ai diserbanti comunque non ne abbiamo.

Ora che vi siete fatti una cultura su una (piccola) parte dei problemi che deve affrontare chi produce ciò che mangiamo, la vostra vita magari non migliorerà, ma avrete almeno la soddisfazione di individuare a colpo d’occhio qualche incompetente in più.

Se qualcuno comincia a proporvi improbabili cacce alle streghe (geneticamente modificate), magari blaterando di fantomatiche “catastrofi ecologiche”, non abbiate dunque dubbi: si tratta di un cialtrone.

§

(1) Ho preferito inserire le traduzioni perché, oltre a versioni fantasiose di questa storia, girano anche traduzioni creative di questo editoriale.

§

Informazioni su WorldsOutsideReality

«Hold faithfulness and sincerity as first principles. Have no friends not equal to yourself. When you feel you have faults, do not hesitate to correct yourself.» (Confucius; Analects, 9.25)

Pubblicato il 27 maggio 2015, in DibattitoScienza, OGM, Parlando di scienza con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. L’ha ribloggato su laVoceIdealista.

    Mi piace

  2. Non so chi sia l’autore dell’articolo, ma ci tenevo dirgli che è un buon articolo🙂

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

The Constitutional Renaissance Call

It is up to the states to fix it.

Hic Rhodus

Hic Salta!

Casi paologici

Fatti, idee e situazioni più o meno paradossali

veterinarinliberta

Sotto il camice, una persona con i propri sogni e le proprie passioni

Futura Psi

Il blog di due studentesse di psicologia

Scholarly Open Access

Critical analysis of scholarly open-access publishing

Humble Nations

Kindle Ebook Pre-made Book Cover Design, Commissions and My Fiction

Il Blog del Ninth

Poche ragazze da quelle parti.

Lou Del Bello

science journalist

nonsolotopi

Quelli che cacciamo dalle case e sterminiamo nelle città sono modelli molto preziosi per la ricerca biomedica.

nopseudoscienze.wordpress.com/

Senza futuro, ma a Quark duro

LoSherpa

Non mi seguite... se vi perdete è colpa vostra

Dott.ssa Ilaria Rizzo

PSICOLOGA - PSICOTERAPEUTA Esperta in Disturbi d'ansia-Attacchi di Panico e Psicologia della Coppia

sijmadicandhapajiee

Piccola bottega naturalistica

MEDICINA ONLINE

Salute del fisico, benessere della mente, bellezza del corpo a cura del dott. Emilio Alessio Loiacono

Io non ci volevo venire!

Non lo so, poi ci penso.

VersoErcole

il blog di Stefano Paparozzi

A sparkler in the dark

Pensieri, divulgazione e condivisione...

Io Non Faccio Niente

il blog di un ricercatore INFN

in italiano

Le parole sono suoni per coloro che non s'impegnano; sono il nome di esperienze per chi le vive (L. Giussani)

librerianatura

Sorridi! Sei sul miglior sito WordPress.com per acquistare e-book di argomento naturalistico

Mountain Bike Maintenance

Fix your own bike...

giornalismo & comunicazione...

... in agricoltura...

Nature's Poisons

Mother nature is out to get us

Lo Spirito Del Tempo

La difficoltà non sta nel credere alle nuove idee ma nel rifuggire dalle vecchie

Massimo D'Angeli

“When most people agree with you, worry” (“Quando la maggioranza delle persone concorda con te, preoccupati“) Julian Rappaport, psicologo

Wellcome Trust Blog

Life from a Wellcome Trust perspective

Stuff And Nonsense

Blogging about balderdash and baloney

Conferenza Nazionale sull'Energia

Energie per l'Italia del Futuro

Health & Family

A healthy balance of the mind, body and spirit

Bufale e Dintorni

Bufale e dintorni, ovvero notizie false, ingannevoli, phishing, scam, spam. Diffondere le bufale è inutile, irrazionale e in alcuni casi, pericoloso.

Catallassi

Riflessioni sulla complessità biologica, sintetica e sociale

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: