Raccontare la Scienza


meNel corso degli anni ho avuto numerose occasioni di entrare in contatto con il mondo della comunicazione e della formazione, nei suoi molteplici aspetti. Anzitutto come utente, avido divoratore di testi divulgativi. Poi attivamente, come volontario in diversi settori: dai programmi di prevenzione del tabagismo e altre tossicodipendenze, alla divulgazione – soprattutto in tema astronomico, una delle mie tante passioni – alla più o meno assidua frequentazione di ambienti strettamente legati alla divulgazione. Infine, anche professionalmente, con diverse parentesi lavorative, più o meno lunghe, nel marketing e nell’informazione scientifica.

Tutte queste esperienze mi hanno dato l’opportunità di approfondire i molti aspetti dell’apprendimento e della comunicazione.

Di seguito ho provato a sintetizzare gli elementi essenziali di ciò che ho appreso finora, condensandoli in una serie di punti che ritengo essenziali per una comunicazione scientifica corretta ed efficace. Con la speranza che possano essere un utile spunto di riflessione a chi opera nel settore.

1. La trasmissione culturale è il pilastro portante delle società umane.

L’uomo condivide con alcuni altri primati la capacità di imitare il comportamento altrui. La trasmissione attiva della conoscenza non è invece dimostrata in nessun altro animale. Questa capacità, amplificata dalla scrittura, consente di accumulare conoscenze nel corso delle generazioni ed è probabilmente uno degli elementi chiave che ha determinato la sopravvivenza stessa di H. sapiens. La trasmissione culturale, dunque, è parte integrante della natura umana, e il desiderio di imparare dovrebbe essere presente in ogni individuo. Sforzatevi di risvegliare questo istinto.

2. Imparare vuol dire saper usare.

Accumulare grandi quantità di nozioni serve a poco. Le nozioni sono “solo” degli strumenti attraverso i quali la mente raggiunge la comprensione, grazie alla quale potrà tradurre le nozioni apprese in fatti concreti, idealmente modificando il proprio comportamento, in modo coerente con le nuove conoscenze acquisite.

Fate in modo che notizie, numeri, aneddoti e nozioni varie non diventino il fine ultimo della comunicazione, ma siano finalizzati alla comprensione dei concetti.

«On fait la science avec des faits, comme on fait une maison avec des pierres: mais une accumulation de faits n'est pas plus une science qu'un tas de pierres n'est une maison.» — Jules Henri Poincaré

«On fait la science avec des faits, comme on fait une maison avec des pierres: mais une accumulation de faits n’est pas plus une science qu’un tas de pierres n’est une maison.» — Jules Henri Poincaré

 

3. La scienza è un percorso che nessuno ha compiuto fino in fondo.

Einstein definì la fisica come «il romanzo giallo perfetto». Perfetto, sia perché la Natura risponde sempre onestamente alle domande che le vengono poste (esperimenti), sia perché a nessuno è concesso saltare le pagine per leggere subito l’ultimo capitolo. Bisogna andare avanti con pazienza, un indizio (esperimento) alla volta. Per comunicare la scienza nella sua vera natura, è necessario comunicare soprattutto il suo schema di fondo: un lungo percorso verso una comprensione sempre più ampia e profonda del mondo, percorso che non si è ancora concluso.

Se avete tolto tutti i dubbi ai vostri interlocutori, probabilmente non avete fatto un buon lavoro.

«Science is much more a way of thinking than a body of knowledge.» — Carl Sagan

«Science is a way of thinking much more than it is a body of knowledge.» — Carl Sagan

 

4. Ponetevi degli obiettivi precisi e verosimili.

Tentare di ammucchiare l’intero scibile umano in un intervento di un’ora è una fatica che non serve a nessuno. La comunicazione funziona se i destinatari compiono, grazie ad essa, almeno qualche passo del loro personale viaggio nel mondo della scienza.

Chiedetevi sempre a quale punto del viaggio si trovano i vostri interlocutori e sforzatevi di farli avanzare di quel tanto che è compatibile con il tempo a vostra disposizione. Non di più.

5. Verificate i risultati e impegnatevi sempre per migliorarvi.

I canali convenzionali della comunicazione scientifica offrono ben poche possibilità di verifica dei risultati. Cercate queste opportunità. Createle, se necessario. Poi, sfruttatele al massimo per migliorare la vostra capacità di comunicazione.

6. Il desiderio di imparare nasce dalla nostra naturale curiosità.

La spinta a capire e imparare trova il suo motore principale nell’ansia provocata da tutto ciò che è ignoto e incomprensibile, perciò imprevedibile e incontrollabile. L’uomo ha paura di ciò che non può controllare né prevedere. Soprattutto, il desiderio di imparare nasce dall’alter-ego di questa paura: il piacere e la soddisfazione che proviamo ogni volta che raggiungiamo un livello più profondo di comprensione.

Curiosità e soddisfazione sono le emozioni chiave che dovrete sforzarvi di innescare per comunicare la scienza in modo efficace.

7. Non siate contro a ciò che odiate: siate a favore di ciò che vi piace.

Non suscitate emozioni negative. Le emozioni, specie quelle negative, finiscono sempre con l’essere associate a chi o cosa le ha provocate. Fate in modo che la comunicazione sia un’esperienza piacevole per chi ne fruisce.

8. Non contrapponetevi ai vostri interlocutori.

Non suscitate emozioni negative (repetita iuvant). La contrapposizione diretta spinge entrambe le parti ad arroccarsi cocciutamente sulle proprie posizioni, e questo comportamento è l’esatto contrario della scienza. Non importa quanto strampalate possano sembrarvi le idee, o le domande, di chi vi sta di fronte: alla loro base c’è sempre un genuino desiderio di comprendere.

Cercate questo desiderio e costruite su di esso.

Credible Hulk

9. Non potete costringere nessuno a capire.

Imparare richiede un notevole sforzo. Molte persone preferiscono evitare questa fatica ricorrendo a comode scorciatoie: superstizioni, pseudoscienze, ideologie, religioni, complotti… l’elenco è infinito.

Se esiste un modo per aiutare queste persone a liberarsi dalla prigione mentale che si sono costruiti con le loro stesse mani, io non lo conosco.

«Un maestro può aprire una porta, ma tu devi entrare da solo.» — Proverbio cinese

«Un maestro può aprire una porta, ma tu devi entrare da solo.» — Proverbio cinese

 


Altre letture:
Come combattere la disinformazione
Consigli non richiesti a giovani scienziati aspiranti divulgatori
Le parole sono importanti (consigli ad aspiranti divulgatori #2)
Omeopatia non è curarsi con le erbe. Omeopatia è diluizione (consigli ad aspiranti divulgatori #3)
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Debunking Handbook
The Science of Why We Don’t Believe Science
A Guide for Scientists on Giving Comments to Journalists
How Journalists Can Help The Scientists They Interview
Why do believers believe silly things? The function of denialism
Why do believers believe THOSE silly things?
The “developmental hypothesis” of belief acquisition
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Data Mining Reveals How Conspiracy Theories Emerge on Facebook
Angela P; Raccontare la Scienza – Intervista sulla divulgazione
Pratkanis A R, Aronson E; L’età della propaganda
Cialdini R; Le Armi della persuasione
Festinger L; When Prophecy Fails

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