Pesticida è chi il pesticida fa

Ogni tanto il web rigurgita notizie un po’ datate, specie se decorate da titoli roboanti. Oggi, ad esempio, è il caso di un articolo vecchio di un anno e mezzo, pubblicato da un’associazione toscana di agricoltori biologici. Festeggiavano una piccola vittoria legale: un loro socio otteneva risarcimento da un vicino che aveva contaminato i suoi campi con fitofarmaci non consentiti in agricoltura biologica.

Foto: Optimusius1 (pixabay.com)
Foto: Optimusius1 (pixabay.com)

Non ho letto le carte, poiché non è la sentenza che mi interessa: non sarebbe certo la prima volta che un agricoltore usa impropriamente dei fitofarmaci, e neppure l’ultima. Ben vengano le sanzioni per chi sbaglia.

Nella sperticata esaltazione della storica (sic!) vittoria, una frase in particolare ha attirato la mia attenzione:

«sono stati trovati residui di Cimoxanil (fungicida chimico) e Rame (anche se il rame non presenta problemi, in quanto autorizzato in Agricoltura Biologica)»

Così spiega Daniela Rosellini, Autrice dell’articolo.

Anzitutto, il rientrare o meno tra i fitofarmaci approvati in agricoltura biologica non ha alcuna influenza sul profilo tossicologico di una sostanza; di un elemento chimico (il rame) in questo caso specifico. L’espressione “in quanto” è del tutto fuori luogo.

Quel che è peggio è che anche il resto proprio non va: il rame (con l’iniziale minuscola) pur essendo un elemento fondamentale per il metabolismo di tutti gli organismi viventi, è anche un ben noto contaminante ambientale, pericoloso soprattutto per gli ambienti acquatici. In elevate concentrazioni funziona anche come diserbante, perché interferisce con la fotosintesi. Non biodegradabile (come potrebbe esserlo un elemento chimico?), si accumula nel suolo, percóla fino alle falde, bioconcentra in alcune specie vegetali.

Questo elemento, alla base di molti fungicidi fin dalla notte dei tempi, contribuisce al degrado del suolo dei terreni coltivati a vite e ulivo, e non solo. È anche responsabile di intossicazioni croniche e acute, sia negli animali che nell’uomo, tanto che il manuale Merk di veterinaria gli dedica un bel capitolo.

La Rosellini però una cosa l’ha scritta giusta: il rame è autorizzato in agricoltura biologica, sottoforma del buon vecchio solfato di rame, ed è bene che noi consumatori lo sappiamo.

Se vedete delle ombrature bluastre sulla vostra frutta, biologica o meno, lavatela. Anzi, lavatela anche se non le vedete. Biologico o non biologico.

Ricordate: è la dose a fare il veleno, e il solfato di rame non fa eccezione.

Un pesticida è un pesticida, anche se è biologico.

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