Archivi categoria: Caso Stamina

Tanto, sono spacciati, no?

Stamina Foundation sembra riprendere quota, grazie soprattutto alle sentenze emesse da alcuni giudici, che sembrano ritenere eticamente lecito condannare dei bambini malati a diventare inutili cavie dell’ennesima versione high-tech dell’olio di serpente. All’insegna del “tanto, sono spacciati”.

Quando si studia un nuovo farmaco, arriva inevitabilmente il momento in cui si deve dare una risposta ad alcune domande importanti.

Il farmaco riesce ad arrivare dove deve, in quantità sufficiente almeno a sperare in una sua azione benefica?

Il farmaco finirà anche dove non deve andare, magari facendo dei danni?

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E se Stamina?

Sperimentare il Metodo Stamina? In fondo, si potrebbe anche…

A giudicare dal suo ultimo post sulla sua pagina FaceBook, sembrerebbe che Davide Vannoni sia di nuovo in giro a chiedere soldi. Ci prova facendo leva sulla disperazione di chi è ancora aggrappato alla sottile speranza che lui non sia, in fondo, ciò che ha dimostrato più volte di essere: un cialtrone.

Però, in chi è scettico per natura, un piccolo tarlo magari ancora rimane. E se, in fondo a Stamina, ci fosse qualcosa di utile? E se, nonostante la loro condotta moralmente discutibile – appena meno discutibile di quella del Dott. Mengele – Vannoni, Andolina e compagni fossero inciampati davvero in qualcosa di vagamente interessante?

Non è proprio possibile sperimentare la cosa? Leggi il resto di questa voce

Tutto il resto si chiama cialtroneria

Pare che Le Iene non l’abbiano proprio capita. Inchiodati alle loro responsabilità sul Caso Stamina da dieci domande alle quali non sanno far altro che rispondere con un eloquente silenzio, sembra però che ci stiano dando dentro

«Since I started writing about my own cancer in The Times and other papers, I’ve had some 30.000 letters, of which about 5.000 have suggested alternative cures. About half of those letters talk of alternative cures that the writer or their friend or relation has undergone. Plenty of the letters use variants of the phrase «And a year later he’s still alive», some use the phrase «Two years later she’s still alive», and two of them used the phrase «Three years later he’s still alive». I’ve yet to have a letter which includes the phrase «Five (or ten or twenty) years later she’s still alive» — although I’ve plenty of mail from people who had orthodox treatment twenty or more years ago and are still around to write letters to newspaper columnists.» John Diamond (1953-2001) — Snake Oil And Other Preoccupations

«Since I started writing about my own cancer in The Times and other papers, I’ve had some 30.000 letters, of which about 5.000 have suggested alternative cures. About half of those letters talk of alternative cures that the writer or their friend or relation has undergone. Plenty of the letters use variants of the phrase «And a year later he’s still alive», some use the phrase «Two years later she’s still alive», and two of them used the phrase «Three years later he’s still alive».
I’ve yet to have a letter which includes the phrase «Five (or ten or twenty) years later she’s still alive» — although I’ve plenty of mail from people who had orthodox treatment twenty or more years ago and are still around to write letters to newspaper columnists.»
John Diamond (1953-2001) — Snake Oil And Other Preoccupations

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La iena perde il pelo…

Tumore di Antonio«Se c’è qualcosa di buono nel “Caso Stamina” è che almeno abbiamo imparato a non fidarci degli imbonitori che vogliono venderci qualcosa di troppo bello per essere vero.»

Alzi la mano chi di voi non l’ha pensato almeno una volta.

Ebbene, da bravi inguaribili sognatori… ci siamo clamorosamente, catastroficamente illusi. Ma proprio di brutto, eh! Non siamo ancora usciti dal pasticcio del Caso Stamina, ma a quanto pare non tutti hanno imparato a diffidare dei fantomisti, dei cialtroni, venditori di olio di serpente all’insegna del becero miocugginismo.

Di sicuro non l’hanno imparato Le Iene, che, con il pasticciaccio del Caso Stamina ancora da sbrogliare e dieci domande ancora inevase, già ripartono alla carica. Leggi il resto di questa voce

Te lo stai chiedendo anche tu, vero?

NEWS_168158

Davide Vannoni, esperto in comunicazione persuasiva, nonché presidente di Stamina Foundation. Da mesi sostiene pubblicamente di possedere una terapia basata sulle cellule staminali, in grado di curare decine di malattie diverse. A tutt’oggi, dopo quasi un anno di polemiche e promesse, non ha ancora fornito prove di efficacia, né spiegato in cosa consista il suo “metodo”.

Mentre aspettiamo che Giulio Golia finisca di raccogliere tutti i riferimenti e i dettagli necessari a dare risposte precise, dettagliate ed esaurienti (considerato il tempo che ci sta mettendo, non può che essere così… ) alle dieci domande che gli sono state poste qualche mese fa, cerchiamo di gettare un po’ di luce su un’altra grande incognita del caso Stamina.

Anzi, forse questa è La Grande Incognita. La Domanda per antonomasia.

Vannoni è davvero quel gran benefattore che dice di essere? Il Metodo Stamina è davvero in grado di rivoluzionare il mondo della medicina?

Per farla breve: il Metodo Stamina, alla fine della fiera, stringi stringi, ma che accipicchia è?

No, perché, se devo farmi iniettare qualcosa, chessò, nel cervello, magari voglio anche sapere cos’è. Anche solo più o meno.

Ce lo siamo chiesto in tanti. Se te lo stai chiedendo anche tu, puoi firmare la petizione promossa dall’associazione Luca Coscioni, così che «gli scienziati di tutto il mondo possano giudicare» e, soprattutto, «i malati conoscere la verità.»

Il Maschio Beta

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